cos’è, come si forma e cosa si può fare
Spesso nelle acque dell’ Adriatico, in particolare nelle zone costiere della Romagna e delle Marche, si verifica il fenomeno dell’invasione delle mucillagini e i media diffondono immagini abbastanza impressionanti di schiume maleodoranti, di un colore che va dal marroncino al bianco, che galleggiano in superficie. In effetti si tratta di un fenomeno ricorrente, ma non ciclico.
Ecco gli argomenti che tratterei:
- Cos’è la mucillagine? Da cosa viene prodotta?
- Come si forma?
- Si tratta di un fenomeno naturale oppure no?
- Possiamo porvi rimedio oppure no?
1. Cos’è la mucillagine e da cosa viene prodotta
Dal dizionario Treccani ricaviamo le seguenti definizioni di mucillagine:
“a. […] sostanza organica complessa, affine alla gomma, presente in molte piante, nelle quali ha la funzione di assorbire e trattenere l’acqua rigonfiandosi enormemente […] b. Per estens., qualsiasi sostanza che abbia consistenza vischiosa. ” (tratto da Vocabolario Treccani)
Si tratta quindi di una sostanza di origine naturale (oltre a quella prodotta artificialmente), che ha la proprietà di trattenere l’acqua rigonfiandosi molto. In effetti si tratta di una strategia di sopravvivenza che utilizzano le piante per garantirsi una riserva d’acqua nei periodi di siccità.
Perchè la mucillaggine è così abbondante in mare, dato che il mare è formato proprio d’acqua?
Quali organismi la producono?
La mucillagine che periodicamente affligge le coste dell’Adriatico è prodotta da alghe microscopiche appartenenti al gruppo delle diatomee, che la utilizzano come una sorta di collante. Le diatomee sono Alghe unicellulari silicee, appartenenti alla classe delle Bacillarioficee. La loro struttura presenta un rivestimento siliceo (spesso molto bello ed elegante se osservato al microscopio), il nome della classe descrive la loro forma allungata e l’origine di tipo vegetale in senso generico. Le diatomee possono vivere libere, come cellule singole, o raggruppate in colonie. La loro membrana è costituita da proteine (pectine) impregnate di silice (SiO2, la stessa composizione chimica del quarzo), ed è costituita da due gusci (valve) inserite l’una nell’altra come una scatola con il coperchio. All’esterno sono rivestite di un sottile strato gelatinoso. La loro riproduzione avviene solitamente per divisione cellulare, ma anche, in momenti particolari, per riproduzione sessuale (meiosi).
Le Ditomee sono in generale autotrofe, cioè svolgono la fotosintesi, liberando grosse quantità di ossigeno. Si trovano in tutti i mari del mondo e nelle acque dolci, per lo più libere di muoversi nell’acqua, ma talora ancorate a substrati solidi sui quali si muovono per mezzo di peduncoli gelatinosi.
i gusci silicei delle diatomee hanno formato grossi accumuli che nel tempo si sono fossilizzati formando una particolare roccia sedimentaria, denominati diatomite o farina fossile (a seconda della consistenza), che è utilizzata a livello industriale per la fabbricazione della dinamite e delle mattonelle refrattarie, oppure è impiegata per filtrare liquidi e come isolante o come abrasivo per la pulitura di metalli, pietre e materiali simili.
2. Come si forma?
La mucillagine dell’Adriatico è conseguenza di una fioritura “esplosiva” di queste alghe, detta anche “bloom“. Le mucillagini si presentano come aggregati gelatinosi formati da polisaccaridi e proteine prodotti dalle diatomee, in particolare dalla specie Gonyaulax fragilis, ma anche da batteri fotosintetici.
Le mucillagini si formano in primavera, favorite dai venti di Scirocco che soffiano da Sud e trattengono le acque del Po’ favorendone l’accumulo. Generalmente sono disperse dai venti della seconda metà di Agosto.
Le condizioni che portano alla sovrapproduzione di queste gelatine sono legate alla persistenza di temperature elevate del mare, che favoriscono la riproduzione algale esplosiva, alla “dolcificazione” delle acque marine, conseguenza delle abbondanti piogge che gonfiano il Po’ e i suoi affluenti, e alla presenza di detriti fini, portati sempre dai fiumi’. Anche la particolare morfologia dell’Adriatico, un mare molto chiusa molto chiusa e a ridotta circolazione delle acque, favorisce l’accumulo della mucillagine, favorisce l’accumulo e ostacola la sua dispersione nella colonna d’acqua.
3. E’ un fenomeno naturale oppure no?
La formazione della mucillagine è un fenomeno naturale, anche se il riscaldamento globale, causato dall’aumento dell’”effetto serra” in atto da anni, ne favorisce l’accumulo in mare. Anche l’apporto di fertilizzanti, in particolare liquami e concimi chimici, utilizzati dall’industria agroalimentare, tende a favorire la riproduzione rapida delle diatomee e dei batteri coinvolti, in quanto arricchiscono il mare di fosforo e nitrati, fertilizzandolo.
4. Possiamo porvi rimedio oppure no?
Alla formazione della mucillagine, un fenomeno naturale di così vasta portata gli esseri umani non possono porvi direttamente rimedio, non devono far altro che aspettare le mareggiate causate dai venti dei quadranti Nordorientali, che disperdono gli accumuli di alghe. E’ possibile però intervenire su alcuni fattori scatenanti del fenomeno.
Gli interventi sul lungo periodo comprendono tutte le azioni per mitigare e ridurre gli effetti del “riscaldamento globale”, così come è stato a più riprese caldeggiato da ONU Agenda 2030, Comunità Europea, Protocollo di Kyoto e altre dichiarazioni di intenti.
Sul periodo medio/breve dovrebbero, invece, prevedere un uso più consapevole dei liquami e dei fertilizzanti chimici, sostituendoli ad esempio con stallatico e altri prodotti.
Si tratta di temi di grande portata, ma ognuno di noi può fare la propria parte, ogni goccia dell’Oceano contribuisce alla grandezza dello stesso.
STEM – suggerimenti operativi per insegnanti e studenti
L’eccesso di mucillagine apre spunti operativi su vari argomenti:
Scienze
Ricercare informazioni e comprendere le implicazioni ambientali legate alla formazione della mucillagine:
- Si tratta di un fenomeno tipicamente del Mar Adriatico o lo si ritrova in altri luoghi?
- Quali sono le cause principali?
- Perchè l’acqua dolce è un innesco potente del fenomeno?
- Perchè la temperatura delle acque influisce sullo stesso?
Per rispondere alle domande ti consigliamo la lettura dell’articolo: Le mucillagini in Alto Adriatico (ISPRA)
Studia nel dettaglio le diatomee e i radiolari, i microrganismi alla base del plancton delle acque salate e dolci per comprendere meglio come agisce la mucillagine negli organismi considerati.
Tecnologia e Ingegneria
Cerca in rete o inventa tu stesso dei semplici esperimenti, da realizzare a casa o in aula, per comprendere il fenomeno del rigonfiamento delle sostanze che assorbono acqua (per esempio le argille). Vi sono somiglianze tra gel e mucillagini? Quali sostanze naturali o artificiali assomigliano alle mucillagini?
Prova ad analizzare i metodi più usati per concimare i campi e individua quali problematiche sono legate allo smaltimento delle deiezioni animali negli allevamenti, in modo da stabilire se vi siano correlazioni tra eccesso di mucillagini e le attività agricole.
Storia e Scienze
Ricerca a quando risale la prima segnalazione del di mucillagini in Adriatico e costruisci una linea del tempo riportando gli anni in cui è avvenuto il fenomeno fino ad oggi.
